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Come il Lockdown cambia l’assetto assicurativo? La responsabilità dei datori di lavoro

Analizziamo gli impatti della Pandemia per tipo di Polizza: la responsabilità dei datori di lavoro

Oggi abbiamo intervistato Giorgio Grasso, Senior Partner dello Studio Batini Traverso Grasso & Associati membro della giuria degli Italy Insurance Awards 2020sugli impatti della Pandemia per diversi tipi di Polizza: oggi analizziamo la responsabilità dei datori di lavoro.

Come gestire la salute e la sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro durante la pandemia?

In questi giorni si sente spesso parlare di possibili cause per responsabilità nei confronti di ASL o imprenditori. Come riflette tutto questo sulle coperture assicurative?

Grande attenzione vi sarà per come risponderanno le coperture assicurative di responsabilità civile del datore di lavoro (cd. RCO).

Dal punto di vista previdenziale, il contagio da Covid-19 sul posto di lavoro è trattato come infortunio sul lavoro, come stabilito dallo stesso legislatore con il Decreto Legge n. 18/2020 (cd. Cura Italia), all’art. 42. Peraltro, “Le prestazioni INAIL nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell'infortunato con la conseguente astensione dal lavoro”. Con la circolare 13/2020 l’INAIL ha precisato che la causa virulenta del Covid-19 può essere equiparata alla causa violenta. L’INAIL ha confermato il trattamento del coronavirus come “infortunio” ai fini della copertura assicurativa obbligatoria sul lavoro (che quindi potrà ricadere anche nel cd. infortunio in itinere), per quei professionisti sanitari, che sono in prima linea in questa emergenza. Per tale categoria di lavoratori (così come per quei lavoratori che hanno ordinariamente contatti a rischio, es. i cassieri dei supermercati; banconisti; operatori di supporto all’interno degli ospedali con mansioni tecniche o di pulizie) opererà una “presunzione semplice” di contagio sul posto di lavoro, in ragione dell’elevato rischio di contagio, aggravato sino a diventare specifico (circolare INAIL 13/2020).

Il legislatore è intervenuto direttamente per rimuovere incertezze (ed evitare un contenzioso proprio sul regime da applicarsi) riconducendo la fattispecie al cosiddetto infortunio (sul lavoro), riconducibile ad agenti biologici i cui effetti morbosi sulla salute del lavoratore si instaurano tanto velocemente da soddisfare il carattere di “causa violenta” proprio degli infortuni, sulla scia di un orientamento giurisprudenziale piuttosto consolidato in materia di affezioni morbose che derivino da un agente patogeno estrinseco di natura virulenta _.

Va però precisato come il datore di lavoro risponda solo ove questi negligentemente non abbia adottato misure adeguate per proteggere i propri dipendenti (quindi non sarà automatica la rivalsa da parte dell’Inail).

L'adeguatezza delle misure (informazione ai lavoratori e ai terzi che intendano accedere al luogo di lavoro delle misure di prevenzione e contenimento del Covid-19 in loco; distanza di sicurezza, sanificazione periodica, uso di DPI, rilevamento temperatura corporea, etc.) che un datore di lavoro deve adottare dipenderà dalla situazione specifica dell’azienda, soprattutto dall’eventuale notizia di contagio di un dipendente ed in ciò non si può prescindere dalla fruttuosa collaborazione con tutto il personale, onde scongiurare qualsivoglia diffusione del contagio sul luogo di lavoro. Chiaramente, poi, gli obblighi cui il datore deve attenersi rimangono sempre delineati dal D. Lgs. 81/2008 ed in via generale dall’art. 2087 c.c., sebbene in queste settimane varie misure governative abbiano previsto misure più puntuali in materia di igiene e prevenzione, da ultimo con il Protocollo del 14 marzo 2020 siglato con le parti sociali.

In buona sostanza, potrebbe essere sufficiente, per gli assicurati, dimostrare di essersi adeguati a quei basilari presidi prescritti dalle norme per andare assolti da responsabilità. Attenzione però. Poiché la rivalsa INAIL può attivarsi anche dopo anni, il consiglio per gli imprenditori è quello di tenere traccia di tutte le procedure virtuose attivate.

Tuttavia, a mio modo di vedere, l’inclusione del contagio da Covid-19 nella fattispecie degli “infortuni sul lavoro”, proprio perché stabilita da normativa speciale (per di più in una situazione emergenziale) non può applicarsi sic et simpliciter alle fattispecie privatistiche delle classiche polizze Infortuni e Malattie. Non trattandosi di assicurazioni obbligatorie, l’impresa assicurativa rimane libera di fissare a suo piacimento le regole del gioco, ampliando o restringendo l’area di copertura naturalmente correlata al rischio assicurato.

Con riferimento a tali contratti, dunque, l’infezione da Covid-19 dovrà continuare ad essere trattata come una “malattia”.

 

Ci sarà anche un impatto sulle coperture di amministratori e sindaci?

A ben vedere, alcuni riflessi potrebbero riguardare anche le coperture Directors & Officers (cd. D&O) (e le estensioni Sindaco delle PI). Pensiamo ad esempio ai gestori di investimenti per i danni agli investitori per errori nella valutazione degli assets o per la loro mancata cessione in considerazione dell’evoluzione dei mercati a causa dell'epidemia di coronavirus. Tuttavia, alcune di queste polizze possono contenere esclusioni per malattie trasmissibili ed epidemie o pandemie.

I manager devono attuare misure di pianificazione di emergenza per affrontare l'epidemia di coronavirus in modo che le potenziali interruzioni delle attività siano gestite da misure adeguate per la salvaguardia dei dipendenti (e dei clienti). Ma si può ritenere alquanto improbabile che eventuali aumenti delle richieste di risarcimento possano essere attribuibili direttamente all'infezione da coronavirus.

Tuttavia, può essere eccepita l'assenza di persone chiave - che possa comportare errori od omissioni - qualora si dimostri che l'assicurato abbia agito in modo sconsiderato o superficiale (ad esempio, non attuando alcun tipo di misure di pianificazione di emergenza o di prevenzione).

V’è poi da dire che una situazione di crisi economica – quale quella che presumibilmente ci aspetta nei mesi a venire – comporta notoriamente una maggior numero di sinistri, sia per l’acuirsi della litigiosità degli investitori e delle terze parti, nonché per un maggiore controllo sanzionatorio da parte delle autorità di vigilanza. Senza dimenticare che un aumento maggiore di dichiarazioni di fallimento (ferma restando la finestra di improcedibilità sino al 30 giugno 2020 stabilita dal Decreto Liquidità D.L. n. 23/2020), significa anche crescita di azioni legali da parte delle curatele.

Tuttavia, a calmierare parzialmente tale rischio in capo agli amministratori, è intervenuto il c.d. Decreto Liquidità il quale ha introdotto alcune misure derogatorie degli obblighi generalmente previsti, per tutelare la continuità aziendale e ridurre il rischio di fallimento delle imprese: le deroghe attengono alle modalità di redazione del bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2020, nonché alle norme in materia di riduzione del capitale sociale per perdite.

 

Un esempio di come le assicurazioni stanno gestendo la problematica della salute e sicurezza dei lavoratori è il caso di Itas Mutua. 

Durante l'Emergenza Coronavirus ITAS Mutua si è attivata con nuove importanti iniziative per i soci assicurati

E’ stato definito, in via del tutto eccezionale, il riconoscimento della copertura diaria da ricovero anche a seguito di contagio da Covid-19 con l’ulteriore estensione anche in caso di quarantena domiciliare per tampone positivo per la quale viene riconosciuto un forfait straordinario.

Per questo ulteriore ed importante sostegno ai soci assicurati è stato stanziato dalla Compagnia un budget straordinario di 1,5 milioni di euro da destinare ai soci detentori di garanzia diaria da ricovero che sono o saranno costretti alla quarantena casalinga, se positivi al virus.
Per quanto concerne le coperture Vita è stata inoltre dichiarata pienamente operante la garanzia di “copertura in caso di morte” anche in caso di decesso collegato a Covid 19 e derogata la carenza per i decessi collegati a tale evento. Per tale casistica la garanzia risulta essere quindi immediatamente operante.

Già da alcune settimane sono già prorogati a 60 giorni i periodi di comporto per le polizze Rami Elementari e Vita alle quali si aggiunge la proroga, a 30 giorni, anche per il ramo Auto.

“Avevamo annunciato che saremo stati vicini ai nostri soci assicurati – afferma Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale ITAS. - In questo momento di difficoltà vogliamo offrire una risposta concreta alle esigenze di maggior tutela della salute che stanno emergendo.” Prosegue Molinari: “Il ruolo di una Mutua si vede proprio in questi momenti, per questo stiamo monitorando attentamente l’evoluzione degli scenari nazionali, per rafforzare e rendere sempre più efficienti le misure di protezione nei confronti dei soci assicurati, dei dipendenti e di sostegno della nostra rete agenziale presente in gran parte del territorio nazionale.”

Altre iniziative sono in fase di imminente realizzazione sia per il mondo RC Auto che Rami Elementari grazie all’implementazione di specifici voucher a favore dei soci assicurati che potranno essere utilizzati per una gestione più flessibile dei contratti in essere o per la sottoscrizione di nuove coperture rispondenti alle mutate esigenze.

Come commenta Alberto Rossi, direttore assicurativo e canali distributivi ITAS: “Questo momento di emergenza ha colpito tutti noi ma al tempo stesso ha fatto emergere necessità differenti. Grazie al meccanismo dei voucher siamo in grado di adattare al meglio la nostra risposta al singolo socio assicurato. Il loro utilizzo permetterà infatti di far fronte a bisogni anche molto diversi tra loro, soddisfatti tramite strumenti riguardanti una scontistica dedicata, l’integrazione di nuove coperture, le modalità di rinnovo. La nostra rete agenziale sul territorio è già fortemente sensibilizzata e grazie alla professionalità dei nostri agenti offriremo un servizio su misura, garantendo l’affidabilità, la vicinanza e la sicurezza che ci caratterizzano da sempre.”

Importante sottolineare infine come gli innovativi strumenti tecnologici di cui è dotato il Gruppo, hanno consentito a tutta la rete agenziale e ai dipendenti di continuare a svolgere senza alcuna interruzione tutta l’attività da remoto e in sicurezza, mantenendo il fondamentale servizio ai soci assicurati.