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Quali sono le aree in cui gli assicuratori investono maggiormente in un mondo in rapida evoluzione al tempo del coronavirus?

Abbiamo raccolto le testimonianze di Federica Pizzaballa, Insurance Consulting & Technology Country Leader Itay e Vittorio Magatti, Italy P&C Sales and Practice Leader Director Insurance Consulting & Technology di Willis Towers Watson.

La sfida umanitaria di oggi si chiama COVID-19 ed ha la priorità sull’agenda di ogni governo, CEO oltreché impattare ogni individuo a livello globale.  

La pandemia è un momento di riflessione per tutti ed anche per il settore assicurativo che sta e dovrà affrontare nuove sfide, rivedendo le proprie strategie preCOVID-19 e con esse il modo di investire per una crescita sostenibile.  

La crisi è un'occasione per pensare come promuovere ed accelerare l'innovazione tecnologica e migliorare la catena del valore delle imprese di assicurazione. L’industria assicurativa avrà un ruolo chiave per la popolazione globale e dovrà essere un “porto sicuro” in tempi di incertezza. 

Sulla base di progettualità in cui stiamo supportando i nostri clienti e delle conversazioni che stiamo avendo con loro da inizio Marzo 2020 abbiamo identificato le principali aree in cui gli assicuratori stanno continuando ad investire o hanno iniziato ad investire. 

Raggiungere l'eccellenza operativa  

Dati i bassi tassi di interesse, il calo dei rendimenti e la crescita limitata in termini di raccolta premi, gli assicuratori continuano a concentrarsi sul raggiungere l’efficienza operativa, ad esempio attraverso l’investimento in tecnologie mirate a liberare risorse da allocare a programmi innovativi dedicati a finance transformation e lancio di nuovi prodotti (ad esempio prodotti vita e salute che attraverso tecniche di advance analitycs servano al meglio i clienti e catturino anche il rischio pandemico). Diversi assicuratori hanno da tempo adottato un approccio olistico finalizzato a traguardare un’eccellenza operativa e gli investimenti in quest’area, ai tempi del COVID-19 non sono stati congelati. Continuano dunque gli investimenti in Artificial Intelligence, uso del cloud, automazione di processi valutativi attuariali. Con la pandemia l’attenzione ad un modello di business efficiente ed efficace si è spostato anche sulla liquidazione dei sinistri e della sottoscrizione dei rischi e con essa i primi investimenti in quest’area.  

Digitalizzazione della rete distributiva 

Gli investimenti degli assicuratori stanno aumentando in quest’area per accelerare il coinvolgimento digitale dei clienti; la pandemia è un volano in tal senso, poiché miliardi di persone sono bloccate nelle loro abitazioni o comunque hanno possibilità ridotte di spostarsi, dunque l'importanza delle interazioni digitali non ha precedenti. La pandemia è un periodo ottimale per supportare la rete distributiva ad abbandonare la carta e gestire tutto online a partire dalla generazione di nuove vendite sino alla sottoscrizione di nuove polizze, abilitando così la rete 
(agenti, broker e personale delle banche e degli uffici postali) ad operare senza mettere a rischio la loro vita e quella dei clienti.  

IFRS 17 

L'IFRS 17 è una preoccupazione prioritaria per gli assicuratori in tutto il mondo, nonostante il recente rinvio di un anno del termine di attuazione. I suoi impatti si faranno sentire in molteplici aree, tra cui tecnologia, gestione base dati, processi di reporting, formazione tecnica per i dipendenti a tutti i livelli nonché al board of directors. Ci saranno anche implicazioni strategiche (ad esempio nuovi KPI per spiegare le performance agli investitori istituzionali ed agli analisti finanziari) e di business (rivisitazione dei prodotti, adozione del nuovo principio contabile nei piani strategici e nel budgeting, oltreché dell’asset allocation). 

Sviluppo di nuove aree di business 

Prodotti Salute 

Specie in Europa gli assicuratori hanno e continueranno ad investire nel c.d. ramo Malattia. Ogni Paese, difatti, ha una storia diversa per qualità dei sistemi sanitari nazionali e per tessuto di economia reale. In Italia, ad esempio, le PMI sono la maggior espressione imprenditoriale. Gran parte dei fondi sanitari negoziali, tuttavia, sono soggetti a vincolo contrattuale. Se una PMI, pertanto, non aderisce a un CCNL tra quelli che prevedono l’adesione al fondo, i dipendenti della stessa azienda non avranno alcuna prestazione sanitaria riconosciuta. Di qui l’esigenza di una domanda potenzialmente crescente di prodotti indicati spesso come “Health and Protection”, che coinvolge anche la categoria dei liberi professionisti.  In questo momento storico, seppur in modo inferiore, ma comunque non trascurabile nel futuro, anche le famiglie sentiranno un maggior bisogno di cedere il rischio legato alla persona e alla salute; le prestazioni e l’organizzazione del servizio sanitario nazionale saranno fondamentali nel determinare la velocità con la quale si verificherà tale accelerazione del bisogno. Lo scenario pandemico attuale è un volano anche in questo segmento di business assicurativo, specie se perdurerà per un periodo più lungo delle migliori e dibattute stime. 

Affinamento tassi di mortalità 

La pandemia attuale avrà molti impatti demografici diretti e indiretti che dovranno essere presi in considerazione nella valutazione delle ipotesi di stima del bilancio economico al 30 giugno 2020 (e oltre) e nel lancio di nuovi prodotti. Questi impatti includono: 

  • Il numero di decessi supplementari correlati al COVID-19 nella seconda metà del 2020;
  • La misura in cui i sopravvissuti presenteranno un tasso di mortalità differente alla fine del 2020;
  • La misura in cui i sopravvissuti saranno soggetti a diversi cambiamenti del tasso di mortalità.

Sarà vitale sviluppare modelli pandemici, calibrati in base alla struttura della popolazione del singolo Paese (per età / sesso / regione) al tasso di infettività del coronavirus e di letalità del caso. 

I continui investimenti tecnologici, nell’automazione dei diversi processi valutativi della catena del valore degli assicuratori, nello studio dei rischi estremi, in modalità agili tali da servire i clienti al meglio e nel pieno rispetto della compliance, permetteranno nel futuro alle compagnie assicurative di avere un ruolo chiave nell' aiutare il mondo a contrastare i rischi estremi collegati alle pandemie, ai cambiamenti climatici ed al Cyber Risk, oltreché continuare a tutelare imprese e persone contro i rischi più comuni. 

Federica Pizzaballa e Vittorio Magatti saranno tra gli speaker di Italy Insurance Forum il 17 novembre a Milano: scopri l'agenda completa