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Verso un futuro EXTRA degli Ecosistemi Insurtech

Leggi l'intervista a Fabrizio Cardinali Chief Innovation Officer di Vittoria Hub.

1. Qual è il programma di crescita che viene offerto alle Insurtech da Vittoria Hub?

Vittoria hub è il nuovo incubatore Insurtech lanciato da Vittoria Assicurazione a Milano in cui mi occupo di tecnologie e selezione startup.

Vittoria hub ha scelto di non essere una iniziativa speculativa e di non chiedere da subito alle startup selezionate equity e quote in cambio di servizi, ma di offrire viceversa un percorso di crescita con servizi e investimenti che saranno eventualmente “ripagati” sulla base del  valore “futuro” della startup incubata, una volta che sia lanciata sul mercato e valorizzata dal mercato di allora.

Questo modello, innovativo e senza simili sul mercato nazionale degli incubatori “early stage” , utilizza strumenti finanziari partecipativi (SFP)  che oltre a non  imporre valorizzazioni ridotte in partenza non esige  vincoli di partnership e/o di esclusività, aprendosi alla “coopetizione” di mercato, ovvero favorendo un livello sano di competizione basato su  modelli e sistemi interoperabili e aperti e non su  vincoli o blocchi di partenza  che rischiano di vanificare i primi passi di nuove startup Insurtech in Italia  ancor prima che inizino  a volare..

Un modello di Innovazione che mi piace definire “EXTRA” , ovvero “Esponenziale”, “Interoperabile”, “Trasversale” e soprattutto “Aperta”, orientata allo sviluppo del mercato a beneficio di tutti, prima ancora  che a vincoli di competizione e chiusura, più propri di mercati maturi.


2. Che cosa cercate nel mercato? quali sono i reali fattori di innovazione e sviluppo che volete spingere nel mondo assicurativo per vincere la crisi generata dalla pandemia?

Molti oggi parlano di “trasformazione digitale” del comparto assicurativo. Ma quello che in Vittoria hub vediamo arrivare è qualcosa di molto più veloce e dirompente, quello che i mercati anglosassoni chiamano “disruption”, ovvero una nuova “rivoluzione digitale”  favorita dalla convergenza di nuove  tecnologie “esponenziali” quali l’Internet delle Cose (IoT) , l’Intelligenza Artificiale (AI), le topologie blockchain di nuova generazione basate su infrastrutture implicitamente rispettose della privacy e della security degli utenti finali, raggiungendoli su  scenari “edge”, ovvero direttamente mentre utilizzano nuovi oggetti digitali che con l’ “edge AI” diventano “smart”, ovvero intelligenti, connettibili e monitorabili , in una parola “identificabili” e  pertanto “assicurabili” con polizze e “smart contracts”  eventualmente “certificabili” su blockchain.

Questa evoluzione “dell’IoT che con l’AI e la blockchain diviene smart” e “trusted” è a nostro avviso il vero orizzonte di sviluppo dell’Insurtech. Un orizzonte  in grado di aprire un nuovo mercato assicurativo basato sul continuum “prodotto-servizio” in cui l’utente non sia più relegato a comprare beni “una tantum” ma invogliato a sottoscrivere a un ecosistema di “servizi” offerti direttamente sulle “cose” che l’utente sta utilizzando, quando, quanto e come gli  serva.

Un sogno, quello della “servitizzazione” di prodotti inseguito dal comparto manifatturierio fin dalla nascita delle catene di montaggio del Model T di Ford che oggi diventa fattibile grazie alla discesa dei costi di sensori e infrastrutture di interconnessione e alla miniaturizzazione di chip neurali che portano l’ intelligenza artificiale direttamente sugli oggetti prodotti, rendendoli “smart”.

3. La pandemia da covid ha certamente dato una scossa agli equilibri mondiali, Quali sono gli elementi di know-how che permettono alle insurtech di resistere in situazioni come queste?

L’Insurtech, come tutti i comparti a forte virtualizzazione, ha molto da guadagnare dal reset delle abitudini a cui il nuovo scenario pandemico ci sta abituando.

Un modello, quella del “product as a service”, che porterà a benefici evidenti al consumatore finale anche in termini assicurativi estendendo appunto gli oggetti e le attività assicurabili, come  la pandemia ha iniziato a palesare ad esempio nel comparto Medtech, Healthtech e Sportech in cui i vincoli di  distanziamento sociale e smart working imposti dall’era pandemica stanno accelerando in questi giorni  nuovi modelli di regolazione, manutenzione e assicurazione su  apparati biomedicali da remoto.

Ad esempio le recenti accelerazioni di acquisti e  attività lavorative online scaturite dai limiti imposti dalla crisi pandemica al mondo “reale”, possono far sviluppare nuovi prodotti assicurativi  basati su criteri di  “affinity” degli utenti online e/o dalla profilazione di esigenze “after market” per acquirenti di prodotti “smart” online.

Tutto questo ci fa ipotizzare che la possibilità di un futuro prossimo in cui veicolare un’offerta assicurativa personalizzata, integrata in oggetti “intelligenti” acquistati, interconnessi, monitorati e certificabili online dalle nuove tecnologie diverrà il “new normal” per compagnie assicurative da veicolare attraverso la proprie  reti di  agenti, in un nuovo mercato assicurativo in cui la tracciabilità alla base di ogni offerta assicurabile non sarà solo limitata alla casa, all’automezzo e alle poche altre cose identificabili in un modo unico e certificato ad oggi, ma estesa a qualunque oggetto che sia registrato in un “ledger distribuito” condiviso e interoperabile con le app di certificatori e assicuratori che vogliano competere su un nuovo mercato, creato per il beneficio di tutti  


4.  Quale consiglio possiamo dare alle Insurtech per affrontare al meglio i problemi generati dall’emergenza?

L’inventore dell’ultima rivoluzione “Mobile” digitale  diceva “stay foolish, stay hungry” . Direi che oggi nell’era dell’IoT “Smart & Trusted”,  lo spirito debba rimanere lo stesso. Ovvero vivere questo periodo di grande apprensione, come  una pausa momentanea nell’esponenziale sviluppo  di creatività e  innovazione che le tecnoloie “disruptive” ci stanno riservando, un periodo che non dobbiamo pensare  più lungo dell’accento nelle parole “m’innovo”.. Ma soprattutto un incidente di percorso che non deve  distoglierci  dall’importante impegno di nuova progettualità che i governanti del nostro Paese dovranno esprimere nella prossima occasione di   ripresa e rilancio  rappresentato dal Recovery Plan nazionale, che dovrà palesarsi appena si saranno diradate le nebbie pandemiche e bisognerà ben declinare il futuro della nostra Economia, assicurazioni incluse... Un piano in cui si dovrà avere massima attenzione a integrare  le caratteristiche di  creatività e genialità ben presenti nel nascente tessuto imprenditoriale delle nostre startup nazionali   con l’esperienza e i processi delle Aziende più mature sul Territorio,  garantendo che  la forza dirompente di tecnologie “disruptive”, quali appunto l’IoT, l’AI e la blockchain, sia pienamente recepita e declinata insieme tra grandi Corporate e StartUp Innovative, in progetti e regolamentazioni nazionali che ne favoriscano l’adozione, restituendo al nostro Paese  quella leadership di creatività e innovazione che in altri settori quali il Fashion e il Food  abbiamo ben saputo declinare ad oggi..

 
5.
  Quali scenari e opportunità di sviluppo tecnologico si disegnano nell’orizzonte operativo dell’insurtech?

La coniugazione EXTRA di un Innovazione Interoperabile, Trasversale e Aperta basata su nuove tecnologie “Esponenziali” quali l’IoT, l’AI e le blockchain di nuova generazione può rivoluzionare non solo il settore Insurtech di cui parliamo oggi, ma tutti quei settori  quali il “fintech”, “legaltech”, “proptech”, fortemente basati sul “Trust” tra proponenti e utente finale. Queste nuove tecnologie possono di fatto rendere il futuro “Trustless” ovvero senza necessità di “dimostrare” di  essere “affidabili” perché pensate e progettate sin dalla loro genesi  in modo sicuro, privato e affidabile “by design” , dal concept delle nuova proposta di mercato, allo sviluppo del  modello di business associato, fino all’adozione sui mercati da parte degli utenti finali che tale livello di privacy e security richiedono come prima caratteristica imprescindibile per accettare nuove tecnologie.

Nella nuova call for startups di Vittoria hub appena aperta a stiamo cercando startup con idee e intenti che siano appunto in grado di forgiare tale futuro “EXTRA”… Volete  essere dei nostri? Candidatevi entro fine Gennaio al link https://vittoriahub.com/it/call-for-ideas/ !